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Liceo Classico "S. Nilo"
Via XX Settembre
87067 - ROSSANO (CS)
Calabria
cspc100000d@istruzione.it
Referente
Giuseppe Giunta
Pagina: di 2
BAROSCOPIO

Descrizione

Si tratta di un giogo di piccola bilancia che sostiene da una parte una grande sfera cava di ottone e dall'altra una piccola sfera massiccia di ottone.La base del baroscopio è zavorrata per mantenere la stabilità verticale.

Osservazioni
Studia il principio di Archimede nei gas.

Alla pressione normale dell'aria i due pesi si fanno equilibrio.Nell'aria rarefatta (quindi di minor densità) la spinta, per il principio di Archimede diminuisce di più nella sfera di maggior volume e quindi il giogo trabocca dalla parte di questa sfera.
Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore:
Materiali: ottone
Dimensioni: 15*25
Funzionante: SI
Manualistica: NO
Settore: meccanica
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario: 026

caledoscopio

Descrizione

Il caleidoscopio e' ottenuto mettendo assieme 3 specchi in un tubo.Qualsiasi cosa mettete tra i 3 specchi, viene riprodotta piu' volte tessellando il piano con fantastici effetti. 

Osservazioni
Cosa succede: Se volete sperimentare voi stessi col principio del caleidoscopio, procuratevi due specchi piani rettangolari uguali (senza cornice). Attaccateli con dello schotch lungo il lato piu' lungo in modo che si possano piegare. Ora disponeteli su un tavolo piegati con un angolo di 60 gradi. Disponete al loro interno un oggetto o una foto. Guardando da sopra dovreste vedere l'oggetto ( o la parte di foto tra gli specchi)in modo da formare un perfetto esagono. Se ora disponete davanti ai 2 specchi un altro specchio, vedrete questo esagono ripetersi in modo da pavimentare tutto il piano in una caratteristica pavimentazione. Spostando la foto sotto gli specchi o muovendo l'oggetto si otterra' una pavimentazione colorata che cambia in continuazione.
Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore:
Materiali: ottone
Dimensioni: 20x20
Funzionante: SI
Manualistica: SI
Settore: ottica
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario: 51

camera oscura

Descrizione

La camera oscura (o camera ottica) è un dispositivo ottico la cui invenzione è alla base di tutta la tecnica fotografica. Una camera oscura è composta da una semplice scatola chiusa con un piccolo foro (stenopeico) su un lato che lasci entrare la luce.

Osservazioni
La luce proietta sul lato opposto all'interno della scatola l'immagine capovolta di quanto si trova avanti al foro. Più il foro è piccolo e più l'immagine risulta nitida e definita. Il pregio maggiore di una camera così semplice è che tutti gli oggetti sono perfettamente a fuoco, a prescindere dalla loro distanza dal foro: in altre parole il foro stenopeico si comporta come un obiettivo che non ha una sua lunghezza focale specifica. L'altro verso della medaglia è che il foro lascia passare pochissima luce, per cui si possono fotografare solo oggetti immobili.
Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore:
Materiali: legno e vetro
Dimensioni: 20x40x20
Funzionante: SI
Manualistica: NO
Settore: ottica
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario: 123

DIAVOLETTO DI CARTESIO

Descrizione

Consta di una statuetta di vetro, vuota, con una piccolissima apertura posta lateralmente (di solito alla punta della coda) e che galleggia nell'acqua, inserita in un contenitore cilindrico trasparente di diametro poco maggiore dello spessore della statuetta, per evitare il capovolgimento della stessa.

Osservazioni
Il principio di funzionamento si basa sulla comprimibilità dell'aria rispetto alla incompressibilità dell'acqua.

Si riempie il cilindro d'acqua fino a due cm dal bordo e si chiude con un tappo elastico; L'aria contenuta nel diavolino lo fa galleggiare.
Premendo la membrana del tappo l'acqua entra nella statuina e questa affonda.
Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore: Paravia
Materiali: vetro
Dimensioni: 30
Funzionante: SI
Manualistica: SI
Settore: meccanica
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario:

dinamo-magnete(con lampadina)

Descrizione

Consiste di una spira conduttrice immersa in un campo magnetico(generato ad esempio da una coppia di calamite) messa in rotazione da un albero. Per la legge di Lenz un conduttore che si muove in un campo magnetico (purché non parallelamente ad esso) vede nascere una differenza di potenziale (ddp); chiudendo quindi la spira su un carico elettrico (ad esempio una lampadina) si può vedere una corrente scorrere nella spira stessa e nel carico (la lampadina si accende).

Osservazioni

Le dinamo sono oggi utilizzate soprattutto per le piccole potenze. La dinamo viene anche applicata al telaio della bicicletta così da far funzionare il faro bianco anteriore e la luce rossa di posizione posteriore senza ricorrere alla pila o a batteria, ma sfruttando semplicemente il movimento di una delle ruote del mezzo.

Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore:
Materiali: vari
Dimensioni: 20x15x30
Funzionante: SI
Manualistica: NO
Settore: elettricità e magnetismo
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario: 204

disco di Newton

Descrizione

Lo strumento, didatticamente molto efficace nella sua semplicità, ha il compito di dimostrare che la luce bianca è formata dalla fusione dei colori che costituiscono lo spettro della luce, colori che si possono ottenere per mezzo di un prisma. Ciò è quanto aveva dimostrato Isaac Newton (1642 - 1727) nel 1666 con degli esperimenti sulla scomposizione e sulla ricomposizione della luce solare, da cui il nome del dispositivo.

Osservazioni

Ruotando in modo sufficientemente veloce il disco, esso diventa bianco, pur essendo formato da settori diversamente colorati. Quando si fissa una sorgente luminosa, l'immagine impressa sulla retina (parte sensibile alla luce dell'occhio) vi permane per un po' di tempo anche dopo che si è distolto lo sguardo dalla sorgente. Il fenomeno è detto persistenza dell'immagine retinica.

Nel caso del disco ogni colore impressiona la retina e lo stimolo permane anche dopo che il colore che l'ha prodotto è stato sostituito da un altro colore. Il risultato è la fusione di tutti i colori del disco a livello della retina e conseguentemente il cervello interpreta le informazioni ricevute come quelle prodotte dal "colore" somma di tutti quelli che formano la luce del sole e perciò il disco appare bianco, anche se ovviamente non lo è. Il cinema (ma non solo) sfrutta il fenomeno della persistenza dell'immagine retinica.

Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore:
Materiali: ferro, ottone e cartone
Dimensioni: 30x50
Funzionante: SI
Manualistica: NO
Settore: ottica
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario: 56

EMISFERI DI MAGDEBURGO

Descrizione
Si tratta di due calotte sferiche di ottone, una montata su base e l'altra collegata ad una impugnatura.La parte montata su base presenta un raccordo con chiavetta per essere collegato ad una pompa pneumatica per eliminare l'aria interna e creare il vuoto.
Osservazioni
Dimostrare gli effetti della pressione atmosferica.

Sovrapponendo le due calotte e creando, con la pompa pneumatica , il vuoto interno si ottiene una aderenza tra le due calotte molto forte che si  può eliminare aprendo la chiavetta e facendo rientrare aria all'interno.
Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore:
Materiali: ottone
Dimensioni: 15*30
Funzionante: SI
Manualistica: NO
Settore: meccanica
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario: 473

microscopio ottico

Descrizione

Il microscopio è formato da una parte meccanica, e una parte ottica. La parte meccanica è robusta e pesante per consentire la necessaria stabilità al sistema. Rappresenta il corpo centrale del microscopio stativo, ed ha la funzione di fare da supporto ai meccanismi di messa a fuoco ed alla parte ottica. Alla base del microscopio si trova alloggiato il sistema di illuminazione(specchietto).La parte ottica è formata da tre sistemi di lenti che, partendo dalla base del microscopio, sono:-il condensatore; -l'obiettivo; -l'oculare.

Osservazioni
Il preparato da osservare si pone sul tavolino portaoggetti, dotato di un carrello traslatore per mezzo del quale il preparato può essere spostato agevolmente e con movimenti micrometrici nelle direzioni destra-sinistra e avanti-indietro. Al di sotto del tavolino portaoggetti si trova un supporto meccanico che ospita il condensatore ed il diaframma. Il microscopio è dotato di un sistema molto accurato di messa a fuoco. Il tavolino portaoggeti viene spostato verticalmente rispetto all'obiettivo per mezzo di due manopole coassiali che comandano la messa a fuoco macrometrica e micrometrica.
Bibliografia
Anno di costruzione:
Costruttore:
Materiali: ottone
Dimensioni: 20x10x10
Funzionante: SI
Manualistica: NO
Settore: ottica
Stato di conservazione: Buono
Numero inventario: 61